Papà era il re dei canestri d’Europa, lei la nuova star del tennis...

Papà era il re dei canestri d’Europa, lei la nuova star del tennis...

Se è vero che il Dna non è acqua, Olga Danilovic ha un destino da gigante. Non solo per i suoi 183 centimetri di altezza, ma soprattutto nobili natali che le hanno regalato una rara propensione per lo sport.

Danilovic… Il nome vi ricorda qualcosa? Non c’è bisogno di essere appassionati di basket per conoscere il padre, Sasha. Lui, argento olimpico ad Atlanta 1996, ha firmato la storia del basket europeo. Con la maglia delle V nere ha fatto impazzire Bologna grazie al suo leggendario “tiro da 4” nella finale-derby-scudetto contro la Fortitudo. Era il 31 maggio del 1998 e il ricordo ancora torce le budella dei tifosi bolognesi, che si tratti di emozione o rabbia. Allora, Olga, non era ancora nei pensieri di papà Sasha ma lo sarebbe stata da lì a poco.

PREDESTINATA

—   È nata il 23 gennaio del 2001, fresca dei 20 anni, coetanea di Jannik Sinner. E come l’altoatesino ha subito mostrato valore e grinta, diventando la prima giocatrice nata nel nuovo millennio a vincere un torneo Wta, a Mosca 2018 quando aveva appena 17 anni. Da lì, un periodo nero, tra difficoltà tecniche e infortuni che l’hanno fatta precipitare in classifica (ora è 183). Ma ora Novak Djokovic l’ha presa sotto l’ala protettrice, portandola alla sua Academy di Belgrado.

L’aria di casa ha giovato alla Danilovic, che adesso si trova a Melbourne in quarantena prima di affrontare l’Australian Open, conquistati attraverso le qualificazioni. Dopo il ritiro di Ana Ivanovic, ora signora Schweinsteiger, e Jelena Jankovic sta a lei riportare in alto la Serbia nel tennis femminile.

TRA BOLOGNA E BELGRADO

—   L’amore col tennis è scattato immediatamente e papà Sasha non l’ha mai spinta alla pallacanestro: “Ho provato tanti sport, compreso il pattinaggio, ho provato la danza ma appena ho preso in mano la racchetta è scattata la scintilla. Ho amato dal primo momento stare in campo e allenarmi. Sì il basket mi piace ma solo da spettatrice”. Lei è l’unica sportiva professionista dei tre fratelli, e quando parla del padre si emoziona: “Prima di ogni cosa, Sasha è mio papà. Mi è sempre stato vicino in tutto, non solo nello sport. Ovviamente, crescere con un atleta straordinario, sapere cos’ha fatto nella sua vita è un grande valore aggiunto per me e i miei fratelli. Parliamo molto della sua carriera, di come è riuscito a gestire alcune situazioni di gara”.

E da lui ha imparato che “senza lavoro e applicazione non si va da nessuna parte”. Il legame con l’Italia c’è, e a Bologna Olga e famiglia sono stati più di una volta: “Per noi è sempre un posto speciale — racconta da Melbourne —, per lui è come una seconda casa. Eravamo lì insieme quando hanno ritirato la sua maglia nera col numero 5. Da brividi”.

LA SPINTA DI NOLE

—   Quando ha iniziato a giocare a tennis, i suoi idoli erano Monica Seles e Novak Djokovic: “Monica perché è nata nel mio Paese ed è mancina, come me. E Nole, beh non credo ci sia bisogno di spiegare il perché”. Ora il numero 1 al mondo è anche diventato il suo mentore: “È un esempio, fuori e dentro il campo. Gli sono davvero grata per avermi fatto preparare nella sua accademia. Lui c’è stato sempre, per consigli tecnici e non solo. E ogni piccola indicazione che arriva da lui, non ha prezzo”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Tennis/26-01-2021/casa-danilovic-sasha-star-tennis-400144114179.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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