Hines in affanno, Delaney ko, italiani in crisi: Milano a Bologna ha paura

Hines in affanno, Delaney ko, italiani in crisi: Milano a Bologna ha paura

Ettore Messina spiega: “La Virtus è dove voleva essere, con 25 partite in meno di noi e con fiducia nella testa e nelle gambe. Non sono assolutamente stupito di nulla”. In effetti, sotto 0-2 nella serie scudetto, dopo due capitomboli interni indiscutibili, chi stupisce non è la Virtus, ma Milano. Spompata, fragile, irriconoscibile.

CAMBIAMENTI

—   Messina, nel post gara-2, ha annunciato un ritocco al turnover che riguarda però solo gli stranieri. Uno è obbligato perché Malcolm Delaney nel quarto periodo del secondo atto “ha riportato una lesione di primo grado al muscolo otturatore dell’anca sinistra che verrà rivalutato nei prossimi giorni”. Dunque il play di Baltimora è fuori causa sicuramente per gara-3, stasera a Bologna (20.45). Le cartelle cliniche sdoganano ballottaggi che forse sarebbero scattati comunque, viste le difficoltà dell’americano, in coda a una stagione in cui ha dovuto convivere con una condizione fisica spesso precaria. Al suo posto verrà ripescato uno tra Roll e Micov: il primo è più utile tatticamente, il secondo più impattante. Senza Delaney serve un vice Rodriguez e Roll ha già tamponato l’assenza di Malcolm in stagione con risultati tutto sommato accettabili. Il serbo invece, per talento, leadership e letture, è uno dei pochi capace di innescare un cambio di passo generale. Altro dilemma: giocare o meno la carta Tarczewski, per aumentare il tonnellaggio e togliere un po’ di pressione sul perimetro. Al momento LeDay, come Rodriguez, Punter e Shields, è intoccabile, mentre Hines pare accusare le 90 partite di una stagione sfibrante. Ma una staffetta del genere sembra anche molto rischiosa e difficilmente Messina rinuncerà alla sua guida morale in campo. Possibile invece un maggior coinvolgimento di Wojciechowski, da troppo tempo seduto. Insomma dal Forum, nella delicata vigilia di una sfida che può segnare la volata tricolore, non rimbalzano refoli di rivoluzioni o profondi ribaltoni. Un aggiustamento, quello legato a Delaney, aggiornando, questo sì, rotazioni e minutaggi.

ITALIANI

—   La flessione di alcuni big e una condizione generale scadente è acuita pure dalla mancanza di alternative. Il differenziale di rendimento del blocco italiano, sui due fronti, si sta rivelando come una delle chiavi della serie scudetto. Un dato disegna il plateale sbilanciamento. Nelle prime due partite il lotto bianconero ha prodotto 72 punti, quello milanese 24. In gara-2, Milano ha incassato 6 punti da Gigi Datome, poi il nulla. Il capitano azzurro non ha cifre disdicevoli, ma non incide come potrebbe. Moraschini e Biligha, dopo un playoff aggredito con la marcia giusta, sono tornati su sponde troppo marginali. Jeff Brooks sta praticamente vivendo queste finali (e non solo) da turista. A tenerlo ancora nei ranghi è il suo passaporto italiano che, molto probabilmente, a fine stagione non lo salverà da un divorzio ormai scritto e giustificato. Cinciarini e Wojciechowski, al momento, fanno numero e basta. Sul fronte italiano si concentrerà gran parte del mercato futuro, ma intanto il turnover obbligato e sopravvenute lacune strutturali riducono un roster di 16 giocatori a 7-8 rotazioni spendibili, in cui però alcuni elementi chiave sembrano a corto di benzina. I troppi eroismi poi, in uno contro uno o con possessi mal costruiti, spiegano quel 33% al tiro, insufficiente per ribaltare una serie già parecchio compromessa. Serve una scossa. Ora o mai più.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Basket/SerieA/09-06-2021/basket-scudetto-finale-olimpia-milano-armani-virtus-bologna-gara-3-preview-4101726936514.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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