Brindisi sbanca Pesaro e resta capolista. Milano passa a Sassari

Brindisi  sbanca Pesaro e resta capolista. Milano passa a Sassari

SASSARI-MILANO 73-85

L’Olimpia rialza la testa in campionato, a Sassari mette fine alla serie negativa e trascinata da Leday e Shields rimane agganciata al treno di testa della LBA. Prima parte di gara in favore dell’Olimpia, che allunga nel primo quarto sfruttando il buon lavoro di Shields su entrambi i lati del campo, lavoro che vale anche il +8; Sassari chiude il gap svoltando difensivamente grazie all’apporto della panchina, con Happ protagonista. L’Olimpia allunga ancora nella seconda frazione, è ancora Shields questa volta con Leday a firmare il break del +13, anche se il merito passa per la difesa della squadra di Messina, brava a raddoppiare sugli esterni biancoblu; Sassari in chiusura di frazione si riavvicina ritrovando lucidità in difesa e i punti di Bilan nel pitturato, ma non sfrutta a pieno il calo di attenzione degli ospiti e al 20’ insegue a 7 lunghezze: 33-40 il punteggio. Dopo la pausa lunga si va a strappi, Sassari si riavvicina colpendo dall’arco con Spissu protagonista, Milano deve invece ritrovare un equilibrio per via dei 4 falli di Tarczewski, cosa che riesce grazie a Biligha e Micov nel momento migliore della Dinamo, chiudendo a +10 la terza frazione. Pozzecco abbassa il quintetto per provare a svoltare la gara, Spissu trascina i suoi sino al -2, ma la solita coppia Leday Shields trova dai 6.75 un mortifero break di 9-0 che sembra chiudere la gara a 3’ dalla fine; il conseguente time out di Pozzecco non porta gli effetti sperati, mentre Milano con Biligha e Rodriguez chiude definitivamente l’incontro, mentre Messina trova il suo secondo fallo tecnico che vale l’espulsione dal campo. Milano riesce comunque a controllare il finale di gara nonostante tanto nervosismo ed espugna il PalaSerradimigni per 73-85. (Nicola Cascioni) SASSARI: Spissu 24, Burnell 14, Bilan 10. MILANO: Leday 28, Shields 19, Delaney 11.

PESARO-BRINDISI 62–86

Brindisi continua la sua corsa da capolista conquistando la nona vittoria consecutiva in campionato. Pesaro cade di nuovo in casa dopo aver rincorso per tutto il match. Brindisi, che quest’anno aveva perso tre volte con la Vuelle, si conferma una macchina perfetta, capace di andare oltre assenze e stanchezza. Pesaro è senza capitan Delfino, che ha terminato la stagione per una lesione della fascia plantare sinistra. In casa brindisina è tornato Harrison dopo quasi tre mesi dall’infortunio a un ginocchio e impressiona da subito, mancano ancora Thompson, Perkins e coach Vitucci. Brindisi fa vedere il suo atletismo e al 14’ guida 17-31, quando rientra un Cain non al meglio. Filloy sblocca i suoi dai 6,75 dopo quasi 15’ di partita, un buon Eboua riavvicina Pesaro (32-40 al 19’). Al 20’ ci sono già 18 punti di Willis in 15’, il migliore per la Carpegna Prosciutto è Zanotti. Pesaro viene respinta di nuovo: 37-54 al 26’, Harrison allunga fino al 45-64 al 30’. Nel momento di difficoltà, i pugliesi spingono sull’acceleratore e tornano in pieno controllo. La Vuelle trova sprazzi di bel gioco, al 33’ è 51-70 con un scatenato Krubally. Pesaro non trova mai le contromisure e incappa in una giornataccia su entrambi i lati del campo. Un Willis da doppia doppia (24 più 11) è l’Mvp. Venerdì alle 14 la Corte Sportiva d’Appello esaminerà il reclamo d’urgenza della Fortitudo in merito alla gara di sabato scorso con la Vuelle. PESARO: Zanotti 12, Robinson, Massenat, Filloy 9. BRINDISI: Willis 24, Krubally 20, Harrison 14.

VARESE – VENEZIA 75-77

Con un terzo quarto ad alta intensità difensiva, dove mette sul parquet tutta la fisicità e la molteplicità di opportunità tecniche che garantisce il suo roster, Venezia vince 75-77 in casa di una Varese generosa ma penalizzata dalle scarse percentuali realizzative (pesano il 21/31 ai liberi e il 43,4% complessivo dal campo degli uomini di Bulleri). L’Openjobmetis, sfruttando l’intensità di Beane sui due lati del campo, riguadagna il vantaggio poco prima dell’intervallo lungo (39-35 al 19’). È poi sempre Chappell a caratterizzare il gran break da 18-2 con cui l’Umana apre il secondo tempo (41-52 al 26’), per quindi guadagnare il massimo vantaggio sul +12 (43-55 al 27’). Varese ha il merito di non mollare e, grazie alla vivacità di De Nicola junior insieme alla presenza dentro l’area colorata di Egbunu, si riporta in vantaggio con due tiri liberi di Scola (71-69 al 36’14”). Il finale è al cardiopalma: a una stoppata di Daye risponde da par suo Egbunu, ma Watt è lesto a recuperare la palla e a non sbagliare dalla lunetta (73-75 al 38’30”). Ruzzier buca la difesa, ma entrando negli ultimi 60 secondi il solito Watt regala il +2 ai campioni d’Italia (75-77 sul tabellone), che però sbagliano il colpo del ko con Clark. L’Openjobmetis ha un ultimo possesso e, dopo un time out, prima una penetrazione di Egbunu si ferma all’anello e poi Scola sbaglia la tripla di una vittoria che avrebbe voluto dire salvezza. VARESE: Beane 20, Egbunu e Ruzzier 12 VENEZIA: Chappell 15, Watt e Tonut 11.

CREMONA-FORTITUDO BO 82-74 Seconda vittoria consecutiva di Cremona che si avvicina sempre di più alla salvezza. La squadra di Paolo Galbiati ha battuto la Fortitudo Bologna grazie a 22 punti di David Cournooh, protagonista nella prima metà della partita in cui aveva raggiunto già quota 16. L’ala della Vanoli ha segnato le prime cinque triple tentate e ha chiuso con 6 su 7 al tiro da lontano. Nel secondo quarto, Cremona ha ribaltato la partita che è cominciata con uno show di Leonardo Totè. Il lungo ha segnato 15 dei 25 punti (nuovo record per il 24enne in Serie A) nel primo parziale durante il quale la Fortitudo ha raggiunto 8 punti di vantaggio. Cremona ha rimontato e allungato nel secondo parziale fino al massimo vantaggio di 11 punti (47-36). La Fortitudo ha rimontato a inizio terzo quarto, ha superato con una tripla di Adrian Banks su 48-47. Cremona ha allungato nuovamente con un eccellente Barford e nell’ultimo quarto ha raggiunto il +16 (78-62). Alla fine, 22 palle perse per la squadra bolognese di cui 8 di Dario Hunt. Nove assist di Poeta. CREMONA: Cournooh 22, Barford 18, Mian e TJ Williams 10 FORTITUDO: Totè 25, Banks 19, Hunt 14.

BRESCIA-CANTÙ 69-74 Cantù passa con merito a Brescia, continua a sperare nella salvezza e trascina gli avversari all’inferno. Brescia alla sesta sconfitta consecutiva è a soli due punti da Cantù in graduatoria con lo scontro diretto a favore dei brianzoli, che vengono trascinati al successo da Gaines e Smith. Partenza a mille per Cantù (0-7): a suon di triple (3/4) la squadra di Bucchi scava il primo solco che la formazione di casa fatica a ricucire col passare dei minuti (12-22); alla prima sirena è +6 ospite (18-24) nonostante 7 palle perse. Secondo quarto con Brescia di rincorsa: nonostante un Willis nullo (1/7), la squadra di Buscaglia sorpassa gli avversari grazie a Vitali e a una schiacciata fotonica di Bortolani (31-27): faticando tantissimo Brescia è avanti all’intervallo (42-38). Sorpassi e controsorpassi nel corso del terzo quarto di gioco: tra una palla persa e l’altra (13), Cantù sfrutta le fragilità in attacco dei suoi avversari ritrovandosi sul +8 (45-53) a 3’ dalla terza sirena: che suona sul +7 per gli ospiti (50-57), gli unici a essere rientrati in campo dopo la pausa lunga. Gli ultimi 10’ vedono il risveglio di Brescia (56-57), ma Cantù regge e rilancia (60-70) a 100” dalla fine. Brescia mette assieme un ultimo parziale (67-72), ma è troppo tardi. Cantù ritrova il sorriso, Brescia vive un incubo ad occhi aperti. BRESCIA: Vitali 14, Kalinoski 10, Burns e Crawford 9. CANTÙ: Gaines 28, Smith 19, Pecchia 11.

TRENTO-TRIESTE 81-69 La sfida playoff sorride a Trento che con la quinta vittoria nelle ultime sei partite può dimenticare la lotta salvezza e guardare con fiducia alle ultime sfide della regular season che potrebbe regalarle un ingresso tra le prime otto. La Dolomiti Energia comanda il match dal primo all’ultimo minuto confermando il buon momento di forma e l’assoluto dominio sotto canestro di JaCorey Williams, oggi ben supportato dai suoi compagni. Trento è devastante fin dall’avvio. Il 12-0 iniziale vede protagonista soprattutto Maye, autore nelle ultime uscite di prove incolori. Il tocco sotto di Delia sblocca il punteggio di una Trieste che gioca però con poca grinta e si fa ingabbiare dalla solida difesa trentina. La precisione al tiro è pessima e così l’Aquila può allungare con i canestri di Williams. Dopo 10’ Trento è già sul +19 (24-5). Trieste prova a scuotersi con la tripla di Alviti ma Martin e ancora Williams costruiscono il nuovo allungo (35-10) prima del parziale di 9-2 dell’Allianz che porta Molin a chiamare il primo timeout della serata. Prima dell’intervallo lungo ci prova Doyle ad ammorbidire il distacco, ma i liberi di Browne ristabiliscono il +19 a metà partita (46-27) confermando i primi venti minuti a senso unico dove Trento ha tirato con un ottimo 57%. Percentuali che calano nel terzo quarto consentendo a Trieste di recuperare terreno con Delia e Fernandez (50-38). Nell’Aquila ci vuole il solito Williams per sopperire al momento di flessione, ma l’Allianz che rientra dagli spogliatoi è un’altra squadra e può giocarsi il match nell’ultimo quarto (62-51). Ultimi dieci minuti che si aprono però con il quinto fallo di Fernandez, in serata no, e la tripla di Sanders del +14. Trieste non molla ma non riesce mai a scendere sotto la doppia cifra di svantaggio. Maye e Browne sono i protagonisti del finale di Trento che si regala una vittoria importante in chiave playoff e supera anche Trieste negli scontri diretti. TRENTO: Williams 26, Maye 16, Browne 14 TRIESTE: Delia e Doyle 13, Alviti 12, Cavaliero 9

Fonte: https://www.gazzetta.it/Basket/SerieA/14-04-2021/basket-serie-a-brindisi-non-si-ferma-piu-pesaro-ko-86-62-410157940159.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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