Bianchi è sparito per scelta: è stato due giorni da un'amica a Milano

Bianchi è sparito per scelta: è stato due giorni da un'amica a Milano

È stato a Milano da un’amica, per due giorni. Se ne era andato da casa lunedì notte e mercoledì sera, quando ha capito che i suoi mondi si stavano mobilitando, che qualcuno tra i familiari, gli amici e le persone del basket lo aveva già pianto morto, allora è tornato a casa, nella villa dei genitori ad Arezzano, una frazione di Vignone sopra Verbania. Alle 23.30 Sebastiano Bianchi ha ritrovato il papà Antonio, la mamma Monica, ha ridato fiato al fratello Mattia, ai compagni e ai dirigenti del Legnano e a tutti quelli che gli vogliono bene. Cosa abbia detto, se abbia riso o pianto o semplicemente sia stato zitto, non lo sappiamo ed è giusto che sia così. Ieri lui e la famiglia sono rimasti chiusi in casa, non hanno visto nessuno se non i parenti più stretti e i carabinieri, che dal capoluogo sono saliti nella villa - i Bianchi sono florovivaisti da generazioni - per una visita che chiudesse il cerchio. Doverosa, perché martedì mattina alle 4 la signora Monica, allarmata per il mancato rientro del figlio, aveva chiamato proprio in caserma. Alle prime luci dell’alba poi era stata fatta una denuncia di scomparsa, erano state attivate le ricerche nelle acque del Lago Maggiore, si era ipotizzato addirittura il reato di istigazione al suicidio verso ignoti. Ora che è arrivato il lieto fine sappiamo che nella scomparsa di Sebastiano non c’è nulla di penale. È una storia esclusivamente familiare, personale.

MEDIANO

—   Vignone è il paese di Filippo Ganna, lo striscione del fan club appeso all’ingresso del paese lascia poco spazio a dubbi. E se Filippo è Top Ganna, l’oro olimpico, il campione della pista e della strada, il ragazzo che dà un futuro al ciclismo italiano, Sebastiano è uno dei tanti ragazzi che vivono il loro sport da mediano e non da centravanti, come cantava Ligabue. Ventinove anni, 197 centimetri per 110 kg, è quello che si dice un giocatore di categoria. In serie B fa la differenza, in A-2 già fatica di più. Per il suo ruolo - ala - gli manca qualche centimetro. Chi lo conosce, però, sostiene che il basket non può essere la ragione che l’abbia spinto a mollare tutto, lunedì notte e a sparire nel nulla lasciando la sua macchina - una Bmw bianca - sul lungolago Palatucci di Verbania per salire su quella di un’amica - Josefine, una francese - senza portarsi dietro il cellulare, che anzi aveva resettato nei contenuti. Certo, domenica aveva perso il derby contro la Sangiorgese, altra squadra in cui aveva militato. Sembra che dagli spogliatoi se ne sia andato contrariato, senza nemmeno farsi la doccia, ma non sarà stata certo una sconfitta bruciante ad avergli fatto sentire la necessità di sparire.

LA STORIA

—   Qualcuno ricorda che in un altro derby, tra il suo Omegna e il Domodossola, si ruppe una mano tirando un pugno al plexiglass della panchina dopo il primo tempo. Qualcun altro spiega che, nel suo peregrinare tra serie B e A-2, tra Cento e Tortona, tra Urania Milano e Sangiorgese, gli era già capitato di non farsi trovare. Altri sussurrano che averlo in squadra è una scelta importante, che fa cose strane, che ha un carattere ombroso. Però tanti raccontano anche della sua sensibilità, dei quadri dipinti - uno conterrebbe anche una dedica struggente a Josefine -, della sceneggiatura cinematografica che ha scritto, di relazioni familiari non facili da gestire, di una depressione che viene e che va e che lunedì notte aveva fatto temere il peggio a una madre e a un padre che poche ore dopo, mentre erano in caserma dai carabinieri, avevano dovuto anche gestire emotivamente la falsa notizia della morte del figlio. Sopra il cotto, l’acqua bollita. “Per come lo conosco, Sebastiano è un ottimo ragazzo - taglia corto Matteo Montano, suo ex compagno all’Urania -. A Milano siamo anche usciti insieme. Ho provato a chiamarlo e scrivergli, ma aveva il telefono spento. La cosa che mi è dispiaciuta di più è di come i media abbiano trattato la cosa, di come si sia confusa la scomparsa con la morte. Certo, anche lui ha giornate difficili, ma chi non le ha? E poi so che a Legnano quest’anno sta giocando bene”. Qualcuno sussurra che domenica Sebastiano abbia visto una ragazza che non pensava di vedere e che il fatto l’abbia scombussolato, ma chissà. Cosa è successo lo sa solo lui. E ora sta a tutte le persone che gli vogliono bene fargli capire che un lieto fine lo si può cercare ogni giorno.

Fonte: https://www.gazzetta.it/basket-italiano/12-11-2021/bianchi-cestista-sparito-scelta-due-giorni-un-amica-milano-4202349018783.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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